Posizione geografica

La Scheda del Comune
Numero abitanti 2570
Denominazione Serdianesi
Superficie 55,66 kmq
Altitudine 171.l.m.
Distanza 20 Km da Cagliari
Festa Patronale S.Salvatore (seconda Domenica di Maggio) 
 
Comuni limitrofi Sestu, Dolianova, Soleminis, Donori, Ussana, Settimo San Pietro

 

IL CENTRO ABITATO

 

Il nucleo abitativo originario del paese si è sviluppato attorno ai pozzi pubblici e alla chiesa parrocchiale che, con l’andare del tempo, hanno costituito i poli d’aggregazione dei diversi rioni. Serdiana, nonostante i vari rimaneggiamenti operati nel tempo, mantiene ancora nel vecchio centro urbano, oltre certi aspetti di tipologia medioevale a raggiera, la planimetria di chiara derivazione araba con i suoi vicoletti e stretti accessi. Questo stile è stato importato dagli Spagnoli e si è andato a sovrapporre alla precedente struttura a corte di tradizione romana, modificata con le "lollas" costruite in "ladiri". Inoltre anche la ripartizione ereditaria tra parenti ha contribuito ai vari "aggiustamenti" che hanno dato origine a nuovi vicoletti.

 

IL CASTELLO

 

Nel contesto urbanistico del centro storico si trova una delle più importanti strutture del paese, la Casa Carcassona, più nota come Castello Roberti.

Un portale con rosta campeggia lo stemma di famiglia, dà accesso ad un ampio cortile in fondo al quale si erge la costruzione.
E’ costituita da un corpo centrale (la residenza abitativa), a due piani e da due corpi laterali ad un piano e leggermente più bassi, affiancati da due torri merlate a pianta quadrata sporgenti in avanti.

Nel XVIII sec. Efisio Luigi Carcassona, di origine algherese, ebbe in feudo la villa di Serdiana e il titolo di “Marchese di San Saverio”. Sua figlia  Giovanna sposò don Tomaso Nin. La loro figlia Luisa si sposò con il conte Edmondo Roberti di Castelvero (nobile piemontese, appassionato archeologo), per cui la Casa di Serdiana è nota anche come Castello Roberti.

L’ultimo marchese vendette la Casa a tre agricoltori continentali: Vandoni, Muzzioli e Restano da cui, dopo 18 anni di affitto, le acquistò Francesco Angius, padre degli attuali proprietari.

 

(*) “Ville e Palazzi della Nobiltà in Sardegna” – Sergio Serra.

 

(*) “Serdiana: storia, geografia, economia” - AA.VV.

 

Il centro storico Serdianese è ancora costituito sia da abitazioni elementari sia da altre più complesse. La casa tradizionale, in genere, è costruita senza fondamenta, su uno strato di dura argilla con una zoccolatura non lavorata cementata con pietre minute e fango, il materiale di costruzione utilizzato per la muratura è il fango che misto alla paglia forma dei mattoni crudi detti " su ladiri". La copertura è costituita da un tetto a due spiovenze che poggia su due muri, su una trave di colmo e sulle capriate di legno di ginepro ed è sostenuta da una graticciata di canne che formano la base su cui poggiano le tegole murate con fango e calce. I locali della casa sono adibiti e concepiti oltre che per le esigenze domestiche anche per le attività lavorative. L’esterno dell’intera costruzione è abbellito con il portale che costituisce l’unico accesso all’abitazione. Il portale, composto dalla zoccolatura di base, sulla quale poggiano i piedritti, sormontati da una cornice d’imposta, è raccordato all’arco, nella cui parte centrale è messa in evidenza la chiave di volta che riporta in genere la data di costruzione o le iniziali del nome del proprietario; spesso anche i blocchi d’arenaria laterali sono scolpiti con motivi geometrici e floreali ad imitazione dei fregi dei maestri catalani. In genere in corrispondenza del portale, all’interno della corte si trova uno spazio coperto adibito in inverno alla custodia del carro dei buoi. Il portone vero e proprio è in legno composto da due ante; a destra si apre la porta d’ingresso, la cui sagoma viene riprodotta anche sulla parte sinistra. Spesso la parte centrale ha dei fregi in legno che stilizzano i raggi del sole o delle piccole anfore con motivi floreali. Ogni portone ha un battente di ferro lavorato riproducente la testa di un leone o di qualche altro animale, mentre il batacchio raffigura una mano che impugna una palla di ferro. Con il passare del tempo, alcune di queste case subirono delle modifiche e, nei primi anni dell’ottocento ,si sviluppò anche la tipologia "a palazzu" con una struttura estesa orizzontalmente, che dà alle abitazioni un aspetto più urbano.

 

I MONTI

Sono più che altro colline in quanto nessuno raggiunge i 600m di altezza.

S’Isca Manna
La valle de “Isca Manna” è situata a 312 m di altezza s.l.m. Dista da Serdiana circa 10 Km ed è attraversata dal fiume “ Flumineddu” a tratti ricoperto da oleandri, e da fresche sorgenti. Vi crescono molte querce, ginepri, olivastri, mirto, lentischio, e si possono avvistare uccelli come i colombacci e le pernici, e animali tra cui cinghiali, volpi, lepri e conigli selvatici.

 

 

 

 

Monte Acutzus
A nord di Serdiana, verso Donori, si trova il Monte Acutzus la cui cima raggiunge i 582m ed è quindi il monte più alto. VI crescono lecci, macchie di mirto, cisto, corbezzoli e lentischio. Popolato da cinghiali, pernici, volpi, gatti selvatici, lepri e conigli. Nonostante il suo nome la sua cima non è a punta ma piuttosto tondeggiante.

 

 

Monte Nieddu
E’ alto 503m e dista circa 6km dal paese.

Altri monti di Serdiana sono : Is Pillonadoris alto 541 m, Perda Rubia alto 519 m, Sedda de Marru alto 472 m, Bruncu Marraconis alto 484 m, Bruncu Carroccia alto 474 m.

 

I FIUMI

 

Nel territorio di Serdiana scorrono due fiumi a carattere torrentizio: Il “Rio Bonarba” che nasce dai monti del Gerrei , e quando passa nelle campagne di Serdiana prende il nome di “Rio Flumini” mentre verso la foce cambia nome in “Rio Mannu”. Sfocia nel golfo di Cagliari nello stagno di Santa Gilla.

Il secondo fiume “Rio Bardella” cambia nome dopo l’inizio del suo corso in “Rio Balardi”, che è un’affluente del Rio Mannu

Data di ultima modifica: 19/10/2016


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